Vecchio Google Home Mini o Echo Dot? Trasformalo in uno speaker vocale per Home Assistant

Vecchio Google Home Mini o Echo Dot? Trasformalo in uno speaker vocale per Home Assistant

Quel Google Home Mini o quel vecchio Echo Dot dimenticato in un cassetto non deve per forza finire tra i RAEE. Il 22 ottobre 2026 Paulus Schoutsen, presidente della Open Home Foundation, ha pubblicato «How to take back your voice», una rassegna dei progetti della community che trasformano gli speaker Google e Amazon dismessi in satelliti vocali locali per Home Assistant. Alcuni sostituiscono la scheda, altri il firmware. La scelta giusta dipende da una sola domanda: quale speaker hai esattamente? Questa guida parte da lì e indica, dispositivo per dispositivo, l'opzione, il rischio e il costo.

Primo passo: riconosci il tuo speaker

Cerca il tuo modello nella prima colonna. Lo stato riprende la pagina di ogni progetto al 24 ottobre 2026.

Il tuo dispositivoOpzione migliore oggiMetodoAssistente originaleRischioStato
Google Home Mini (1ª gen., micro-USB)Scheda MiciMikeCambio scheda, senza saldatureRimossoBassoPreordine a 99 $, spedizione l'8 gennaio 2027
Google Nest Mini (2ª gen., spinotto tondo)Scheda MiciMike Nest Mini, Onju VoiceCambio schedaRimossoDa basso a medioVersione MiciMike ancora prototipo
Amazon Echo Dot (2ª gen., 2016)EchoMuse, Kiosk Satellite, overdub, TECHO5Sblocco del firmwareRimosso (overdub mantiene Alexa)MedioDisponibile, open source
Amazon Echo Dot (3ª gen.)LocalDot, TECHO5Scheda o firmwareRimossoMedioLocalDot «in arrivo»; TECHO5 provato su un solo esemplare
Echo Show 5 / Show 8 (2019 e 2021), Echo Spot (2017)TECHO5Sblocco, Alpine LinuxRimossoDa medio ad altoUsato ogni giorno dallo sviluppatore
Qualsiasi Echo successivo al 2021Nessuna opzione pubblicaNessunoResta-Nessuno sblocco pubblico

In breve

  • I vecchi speaker possono diventare satelliti vocali locali per Home Assistant, senza account cloud né abbonamento ad Alexa.
  • Google Home Mini di 1ª generazione: la scheda MiciMike è la via più semplice. Si cambia la scheda, senza saldature, e arriva con ESPHome già installato. Costa 99 $ e parte l'8 gennaio 2027, ma la certificazione CE è ancora in corso.
  • Echo Dot di 2ª generazione: esistono già quattro firmware open source. Tutti richiedono uno sblocco USB una tantum, con un piccolo rischio di brick.
  • Gli Echo prodotti dopo il 2021 non hanno uno sblocco pubblico. In quel caso un Home Assistant Voice Preview Edition da 59 € resta la scelta più semplice.
  • In ogni caso si perdono le funzioni di Alexa o Google (acquisti, chiamate, skill). In cambio si ottengono controllo locale e uno speaker che continua a servire.

Perché se ne parla adesso

Due scelte delle grandi piattaforme hanno accelerato il fenomeno. A giugno 2026 9to5Google ha confermato che Google ha interrotto la produzione di Nest Mini e Nest Audio, sostituiti dal nuovo speaker Google Home. I dispositivi esistenti continuano a ricevere aggiornamenti. Sul fronte Amazon, Wired raccontava a gennaio 2026 che Alexa+ veniva attivato sugli account Prime, anche di chi l'aveva rifiutato. Basta dire «Alexa, exit Alexa Plus» per tornare alla versione precedente. Senza Prime, Alexa+ costerà 20 $ al mese. Sono dati statunitensi, ma la sostanza vale anche in Italia: l'hardware funziona, è il software a decidere cosa fa.

La scala del rischio: dall'aggiunta al nuovo firmware

  1. Tenere Alexa e affiancare Home Assistant (overdub). Su un Echo Dot 2 con root, Alexa continua a funzionare. Il tasto azione e un player di Music Assistant diventano entità di Home Assistant.
  2. Cambiare la scheda (MiciMike, LocalDot). Si apre il guscio e si sostituisce l'elettronica con una scheda aperta. Il firmware originale non viene toccato. Non si salda né si taglia nulla, quindi la scheda originale si può conservare.
  3. Sostituire il firmware (EchoMuse, Kiosk Satellite, TECHO5). Uno sblocco USB una tantum, basato sull'exploit pubblico amonet, apre il dispositivo. Poi si installa un nuovo sistema. Qui un errore può mandare lo speaker in brick.

Speaker Google: si cambia la scheda

Google Home Mini (1ª generazione): MiciMike

La scheda MiciMike Home Mini Drop-In è il progetto più rifinito. Si tratta di un circuito da 72 × 70 mm progettato da Imre Laszlo (MiciMike ReV Devices, Irlanda) e prodotto da Elecrow. Si toglie la scheda originale, si collega il cavo FPC incluso e si richiude. Restano l'altoparlante e l'interruttore fisico per disattivare il microfono.

  • Hardware: ESP32-S3 (240 MHz, 8 MB di PSRAM, 16 MB di flash, Wi-Fi e Bluetooth LE 5.0), processore audio XMOS XU316 per cancellazione dell'eco e riduzione del rumore, due microfoni MEMS nelle posizioni originali.
  • Software: ESPHome preinstallato, Assist, parola di attivazione elaborata sul dispositivo, Music Assistant, Snapcast e Sendspin.
  • Licenza: hardware aperto CERN-OHL-S v2, con i file su GitHub.
  • Finanziamento: 132.614 $ raccolti da 654 sostenitori, a fronte di un obiettivo di 8.000 $.

Due avvertenze per chi vive in Italia. La prima riguarda i tempi: la spedizione è prevista per l'8 gennaio 2027, e un aggiornamento del 9 ottobre segnala un ritardo del primo lotto per motivi contabili e di conformità. La seconda è la certificazione: CE, UKCA e RCM sono ancora in corso, e la campagna precisa che non si spedisce in Europa, Regno Unito e Australia finché non arrivano. La spedizione internazionale costa 18 $, più l'IVA all'importazione.

Il creatore spiega di essere partito da Onju Voice, una scheda precedente per Nest Mini. Onju condivide una sola linea audio tra microfono e altoparlante, quindi non può ascoltare e riprodurre insieme. MiciMike è nata per risolvere questo limite.

Google Nest Mini (2ª generazione)

Il Nest Mini usa una scheda diversa e un connettore di alimentazione tondo. La versione Nest Mini di MiciMike è ancora in revisione del prototipo. Onju Voice esiste per questo modello, con il limite già descritto. Chi ha un Nest Mini per ora deve aspettare.

Amazon Echo: scheda o firmware

Echo Dot di 2ª generazione: quattro firmware

Questo disco del 2016 è il dispositivo meglio coperto, perché il suo bootloader si sblocca con strumenti pubblici.

  • EchoMuse sostituisce Android con emOS mantenendo il kernel. Una procedura guidata nel browser gestisce lo sblocco. Un controller gira come add-on di Home Assistant o container Docker, e il Dot compare come satellite vocale ESPHome e lettore multimediale. L'immagine di avvio originale viene salvata e si può ripristinare. Sono in corso porting per Dot 3, Echo 2 e Show 8.
  • Kiosk Satellite installa un'immagine LineageOS 14.1 che funziona senza schermo. Aggiunge interfono, sveglie, timer e audio DLNA. Dall'immagine 2026.10.3 può usare in locale il motore di parola di attivazione di Amazon.
  • overdub è la via di mezzo. Su un Dot con root, FireOS 5.5.5.4 e Magisk, mantiene Alexa ed espone a Home Assistant il tasto e un player Sendspin. Secondo l'autore, la funzione opzionale di comandi Alexa comporta un rischio per l'account Amazon.
  • TECHO5 supporta anch'esso il Dot di 2ª generazione.

Echo Dot di 3ª generazione: arriva LocalDot, made in Friuli

LocalDot è firmato da Alessandro Alfonzetti (AAElectronics, Udine). È una scheda sostitutiva che conserva l'alimentatore, i tasti e i LED originali. Combina un ESP32-S3 con un ESP32-P4 dedicato all'audio, un amplificatore TAS5805 e un array completo di quattro microfoni. Su Crowd Supply è indicata come «coming soon», ancora senza prezzo. Per i lettori italiani è il progetto da seguire più da vicino. TECHO5 gira anche su un Dot 3, ma è confermato su un solo esemplare.

Echo Show 5, Show 8 e Spot: TECHO5

TECHO5 sostituisce FireOS con Alpine Linux e un piccolo demone scritto in Go, con aggiornamenti A/B. Lo sviluppatore lo usa ogni giorno su Echo Show 5 e Show 8 (1ª e 2ª generazione) e sull'Echo Spot del 2017. È l'unica strada per conservare uno schermo. L'autore è netto: nessun Echo prodotto dopo il 2021 ha uno sblocco pubblico. L'app TECHO5 Panel trasforma inoltre tablet Android 8+ e il Meta Portal in pannelli simili, senza modifiche.

Per un confronto d'insieme, l'autore di TECHO5 cura una tabella comparativa di questi progetti. È scritta da uno dei progetti elencati, quindi va letta con questo in mente.

Cosa guadagni e cosa perdi

Speaker riutilizzatoHome Assistant Voice PE
CostoDa 0 a 99 $ + spedizione, secondo il dispositivo59 € prezzo consigliato
ImpegnoAprire il guscio (scheda) o sblocco USB (firmware)Collegare e associare
MicrofoniArray originale (da 2 a 4)Due microfoni, XMOS XU316
AudioAltoparlante originaleAltoparlante integrato, uscita jack 3,5 mm
SupportoProgetti della community, uno o pochi manutentoriProdotto ufficiale Nabu Casa
EspandibilitàLimitataPorta Grove per sensori

Quello che si perde è uguale ovunque: skill di Alexa, acquisti vocali, chiamate Amazon o Google e servizi di streaming, a meno di ricostruirli in Home Assistant. Il Voice Preview Edition ufficiale usa la stessa base software. Un Home Mini riutilizzato è, in fondo, un satellite ESP32-S3 in un guscio migliore.

Preparare Home Assistant

  1. Un server con un po' di margine. Riconoscimento e sintesi vocale possono girare in locale (Whisper, Piper) oppure tramite Home Assistant Link, il nuovo nome di Home Assistant Cloud. Un Raspberry Pi 5 basta per un Assist di base.
  2. Una pipeline Assist. In Impostazioni, Assistenti vocali, scegli l'italiano, i motori vocali e l'agente di conversazione. Va bene anche un modello locale: il nostro articolo su LFM2.5 come agente locale mostra cosa è realistico nel 2026.
  3. Adottare il satellite in ESPHome. MiciMike, EchoMuse e il Voice PE vengono rilevati come dispositivi ESPHome. Kiosk Satellite e TECHO5 hanno una procedura propria.
  4. Music Assistant, se vuoi la musica. Quasi tutti i progetti espongono un lettore multimediale o Sendspin.
  5. Esponi solo ciò che serve. Limita il controllo vocale alle entità che usi davvero.

Per chi è?

  • Hai un Home Mini di 1ª generazione e vivi in Italia: aspetta la certificazione CE prima di ordinare MiciMike, perché fino ad allora non viene spedita.
  • Hai un Echo Dot 2 e ti piace smanettare: EchoMuse è l'opzione più integrata con Home Assistant, mentre Kiosk Satellite è adatto a interfono e sveglie.
  • Vuoi conservare uno schermo: TECHO5 su Echo Show 5 o 8, oppure TECHO5 Panel su un vecchio tablet.
  • Vuoi qualcosa di pronto: un Voice PE, oppure uno degli hub della nostra guida agli hub Matter con IA locale. Il vecchio speaker va consegnato al centro RAEE.

La nostra analisi: per chi usa già Home Assistant, il cambio di scheda è la novità più interessante. Offre un array di microfoni dignitoso e un vero altoparlante a meno del prezzo di uno speaker nuovo, senza toccare un firmware bloccato. Gli sblocchi del firmware restano terreno da smanettoni e dipendono da pochi manutentori. Proveremo una scheda MiciMike appena sarà spedibile.

Domande frequenti

Posso continuare a usare Alexa dopo aver convertito il mio Echo Dot?

Solo con overdub, che mantiene Alexa e aggiunge il controllo da Home Assistant. EchoMuse, Kiosk Satellite e TECHO5 rimuovono Alexa.

La conversione è reversibile?

Il cambio di scheda sì, se conservi la scheda originale. EchoMuse indica che l'immagine di avvio originale si può ripristinare. Ogni sblocco del firmware comporta qualche rischio.

Posso ordinare la scheda MiciMike dall'Italia?

Non ancora. La campagna indica che le spedizioni verso l'Europa attendono la certificazione CE, ancora in corso al 24 ottobre 2026.

Serve Home Assistant Link?

No. Riconoscimento e sintesi vocale possono girare in locale. Il servizio è facoltativo e aiuta soprattutto se il server è troppo limitato per i motori vocali.